L’ispirazione

Socrate & Co. Passione del domandare

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VI edizione della rassegna concertistica Passioni in musica
ottobre / novembre 2019

Nell’Apologia platonica Socrate sostiene che una vita degna di essere vissuta è soltanto quella consacrata alla ricerca. E non si dà ricerca senza un diuturno domandare, senza una infinita inquisitio. George Steiner nel saggio Nel castello di Barbablù ravvisa nel domandare, nella curiositas la cifra della condizione umana: una curiositas a tal segno urgente che spinge l’uomo ad aprire tutte le porte, persino quelle che dovrebbero restare chiuse (e tale, nella celebre fiaba, è la porta che dà accesso alla stanza dove il barbaro uxoricida conserva i cadaveri delle mogli).

Il domandare, dunque, è il tragico merito della stirpe dei mortali, forse l’unico mezzo attraverso il quale da mortale che è «s’etterna». La sesta edizione della rassegna concertistica Passioni in musica è dedicata appunto a questa «passion predominante», che ogni altra ricomprende. Sulla scorta di cinque celeberrimi inquirenti – Socrate, prima di tutto, ma anche Giobbe, Ivan Karamazov, Edipo e Primo Levi – non solo si indagheranno personaggi che stanno alla base del pensiero occidentale, ma anche si apprenderà l’arte del corretto domandare.

Come ogni anno ad accompagnare il pubblico saranno filosofi e storici di chiara fama e come ogni anno la rassegna propone un’opera inedita del direttore artistico Andrea Panzavolta. Ad aprire la sesta edizione, infatti, sarà il dramma in due atti Istruttoria per un processo che, come è evocato dallo stesso mette in scena l’istruttoria in vista di un possibile processo a cui rinviare i protagonisti del Libro di Giobbe. Nel Primo atto (sabato 19 ottobre), attraverso l’interrogatorio della moglie di Giobbe, del Satan, di Eliu e di Dio, un giudice istruttore cercherà di mettere a fuoco le enormi e scandalose domande poste dal testo biblico e di accertare eventuali responsabilità. Sull’inestricabile groviglio di colpa e dolo, di omissioni e di indifferenza, calerà, nell’ultima scena, la testimonianza di Giobbe, che ribalterà in modo del tutto inaspettato, i termini del problema. Nel Secondo atto, che sarà rappresentato nel sabato immediatamente successivo (sabato 26 ottobre), il giudice istruttore interrogherà, quale persona informata dei fatti, Ivan Karamazov, una delle figure più indimenticabili della galleria dostoevskijana. Nessuno, infatti, più di Ivan ha radicalizzato la domanda posta dell’innocente che soffre: il suo rifiuto di una creazione che contempla il grido dell’innocente sarà destinata a esercitare una grandissima influenza su scrittori, filosofi e teologi. I primi due atti saranno accompagnati dall’esecuzione di partiture rispettivamente di Telemann e di Sostakovic.

Sabato 2 novembre l’appuntamento è con il filosofo ateniese che dà titolo alla rassegna, quel Socrate la cui condanna a morte segna il peccato capitale della democrazia. Lucrezia Ercoli, direttrice artistica di Popsophia, parlerà del pharmakon dell’ironia socratica e come questa riuscisse, in virtù del suo sale, a smascherare i saccenti e ad aiutare i giovani a ragionare con la propria testa. Per l’occasione sarà eseguita un’autentica perla della musica del Novecento, il Socrate, opera per due soprani e pianoforte di Satie.

In un festival dedicato al domandare non poteva essere omesso Primo Levi, anche in considerazione del centenario della sua nascita (sabato 9 novembre). Attraverso la sua opera, e in particolare in testi come Se questo è un uomo e I sommersi e i salvati, lo scrittore torinese è riuscito a porre domande con sagacia incomparabile e a fissare così, senza restarne pietrificato, il volto della Medusa. In lui la domanda diviene resistenza al misterium iniquitatis. A introdurre l’incomparabile figura di Levi sarà la professoressa Anna Foa (Università la Sapienza, Roma), accompagnata da musiche del repertorio kletzemer, eseguite dal quartetto Two – Fol Quartet e dalla voce di Ginevra Schiassi.

Il filosofo Umberto Curi (Università di Padova), uno dei massimi conoscitori e studiosi italiani dei miti antichi, parlerà di Edipo (sabato 23 novembre) e di come la domanda, anche se ben posta, possa condurre a rovina. La sua relazione sarà accompagnata dall’esecuzione del celeberrimo Trio opus 100 di Franz Schubert eseguito da Elicia Silverstein, Sebastiano Severi e Filippo Pantieri.

Tutti concerti si terranno nella Sala del Refettorio dei Musei San Domenico di Forlì, con inizio alle ore 16:30. Gli ingressi sono liberi fino ad esaurimento dei posti.

Confermata anche quest’anno, in collaborazione con Sedicicorto e con il patrocinio dell’Università di Pisa, la rassegna cinematografica che funge da contrappunto ai temi trattati nel corso dei cinque concerti. Quattro i film in programma, che al termine saranno commentati da filosofi: A serious man (venerdì 25 ottobre), Procès de Jeanne D’Arc (venerdì 1° novembre), Il cavallo di Torino (venerdì 8 novembre) e Shining (venerdì 22 novembre).

Le proiezioni si terranno nella saletta dell’Associazione Sedicicorto,
con inizio alle ore 20:45.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

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