L’INVITO Una fantasia su Amadé Mozart e Ignazio Cirri

Musiche di Wolfgang Amadeus Mozart e Ignazio Cirri

eseguite da Ensemble Sezione Aurea

(Filippo Pantieri, clavicembalo; Luca Giardini, violino)

Giovanni_Battista_CirriIl terzo appuntamento della rassegna concertistica Amore. Passione della mancanza – Ringraziamento a Mozart prevede la rappresentazione dell’atto unico di Andrea Panzavolta intitolato L’invito. Una fantasia su Amadé Mozart e Ignazio Cirri, che sarà interpretato da Mariolina Coppola e dallo stesso Autore.

Il compositore Ignazio Cirri (Forlì, 1711 – ivi, 1787), Maestro di Cappella della Cattedrale di Santa Croce di Forlì, non incontrò mai W.A Mozart. La sua fu una vita discreta, interamente trascorsa entro le mura cittadine, ignara o forse indifferente del vasto mondo che si estendeva oltre quelle. Tuttavia sarebbe errato, e persino ingiusto, definirla di secondo piano, almeno dal punto di vista musicale: le composizioni di Cirri per organo e le sue sonate per violino e clavicembalo sono di fattura raffinata e preziosa, che poco o nulla hanno da invidiare a quelle scritte dai più grandi compositori del suo tempo.

Cirri non incontrò mai il genio di Salisburgo, si diceva, ma è probabile che di lui abbia sentito parlare da suo fratello Giambattista, il quale nel 1764, a Londra, dove ricopriva la carica di Maestro di musica alla corte del Duca di Gloucester, accompagnò al violoncello proprio Mozart in uno dei suoi primi concerti pubblici.

 

Questi elementi, di per sé già accattivanti (Forlì contro Vienna, la minuscola provincia contro la capitale imperiale, una vita sedentaria contro una raminga), si arricchiscono di ulteriore fascino se solo si considera la data di morte di Ignazio Cirri, il 1787, l’anno del Don Giovanni.

Riprendendo un fortunato genere letterario dell’antichità classica, quello dei ‘dialoghi dei morti’,Panzavolta immagina un dialogo tra l’anima del defunto Cirri e Caronte lungo le rive dell’Acheronte. L’azione si svolge il 5 dicembre del 1791, data della morte di Mozart. È da quattro anni che Cirri attende questo momento, non per accogliere con tributi di affetto e di stima l’anima di Mozart, ma poter godere della sua nudità, della sua totale insignificanza, dalla quale non l’hanno risparmiata neppure gli eccelsi capolavori composti durante la vita. Quella di Cirri non è invidia, ma l’inconsolabile amarezza di aver scialato i propri talenti, di non essere andato a ritmo con i tempi della vita, di non aver riconosciuto il momento opportuno quando questo si offriva. La morte di Mozart, però, pareggia i conti: che un genio assoluto abbia la medesima fine di un oscuro compositore di provincia è la prova inconcussa del fatto che tutto è «vanità di vanità».

Ma il coup de théâtre incombe. Caronte annuncia che l’anima di Mozart non era insieme a quelle volate nell’Ade in quel giorno; per Cirri, però, vi è una lettera che al nocchiero stigio è stata recapitata da un angelo con la preghiera di consegnarla senza indugio alcuno al musicista forlivese. E con la lettera tutto prende una nuova, insospettabile piega.

Filippo Pantieri (clavicembalo) e Luca Giardini (violino) dell’Ensemble Sezione Aurea eseguiranno sonate per violino e clavicembalo di W.A. Mozart e I. Cirri.

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti.

 

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